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11 set 2007

Snakes on a baby

Da quando c'è mia figlia Myriam, non riesco più a guardare scene di film dove ci sono bambini piccoli in pericolo di vita.

Nel film Snakes on a Plane, filmaccio di serie b che proprio per la sua dichiarata rozzezza è meno peggio di come lo ha tratteggiato la critica, c'è un pargoletto che dopo essere caduto dalle braccia della madre (primo colpo al cuore) si ritrova circondato da serpenti inferociti pronti ad attaccarlo.
Lo dico subito - e non me ne fotte nulla degli spoiler - che il bimbo VIENE SALVATO in extremis da una coraggiosa hostess (che poi ci rimette anche la vita).
Ma io quando ho visto la ripresa in soggettiva dal rettile che scivolava sui calzini della creatura, ho avuto una crisi di nervi e ho dovuto cambiare il canale Sky sintonizzandomi su un programma per l'infanzia.


Il mio malessere è venuto fuori anche dinanzi a Dreams in the Witch House episodio della serie "Masters of Horror" (tratto da un racconto di Lovecraft) diretto da Stuart Gordon, dove un frugoletto di pochi mesi si ritrova a rischio sacrificio umano. E si è manifestato pure davanti al TRAILER di Open Water 2: Adrift con neonato isolato su una barca in mezzo al mare mentre i genitori coglioni non riescono a risalire a bordo (e chi conosce il pericolo di crisi ipoglicemica dei neonati - cosa che non ti fa dormire la notte nonostante la sveglia ogni due-tre ore - comprende il perché del mio turbamento).

Francamente la salvezza dei protagonisti di Open Water 2 mi interessava solo per il fantolino visto che, personalmente, un gruppetto di stronzi di quel tipo che si porta un bimbino appena nato in mezzo all'oceano, l'avrei gettato anch'io in pasto agli squali.
Ma questo mio atteggiamento mi rende consapevole di un'altra cosa, ben più importante: il fascino del genere horror viene meno con l'avanzare dell'età (perché ci si rende maggiormente conto di quanto orribile possa essere nella realtà la violenza e la morte) fino a dileguarsi dinanzi all'idea dell'innocenza indifesa in pericolo.

Con la nascita di Myriam mi sono reso conto che attualmente esiste una creatura per la quale - ancora di più di quanto già mi accadeva con mia moglie - sarei disposto a sacrificare immediatamente la vita e, se necessario, a uccidere chiunque nei modi più efferati se fossi costretto a difenderla dalla minaccia portata da un altro essere umano.
E tutto questo mi fa capire quanto la mia vita sia cambiata, di quanto abbia superato la linea d'ombra che separa la giovinezza dall'età adulta. Senza alcun rimpianto del passato ma anche con tanta fatica.

Mi tornano in mente le parole che il magnifico e corrottissimo protagonista del film Affari Sporchi - gioiello noir diretto da Mike Figgis - interpretato da un ottimo Richard Gere, rivolge al suo antagonista, il poliziotto degli affari interni incarnato da Andy Garcia, durante la resa dei conti finale:
"E' per i figli! I figli!... I figli cambiano tutto! Per i tuoi figli faresti qualsiasi cosa!"


1 commento:

Anonimo ha detto...

senza figli, eppure anch'io divento e sono più attento alla realtà che all'intrattenimento e non mi va più o mi va meno di "giocare"; o forse, riflettendoci, affronto le stesse cose ma in un altro modo che definisco più realistico più reale appunto, perchè comunque si cambia, si evolve e i bisogni cambiano con l'età.
A presto Alex.
Enrico