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05 set 2007

Best Videos - 3: Nine Inch Nails & Johnny Cash

Quando ascoltai per la prima volta Hurt dei Nine Inch Nails ebbi immediatamente l'impressione che si trattasse di una canzone destinata a fare epoca, l'inno perfetto per una generazione sbandata, fuoriuscita indenne dallo spettro della Guerra Fredda ma destinata a essere travolta dal neo-capitalismo d'assalto e dalla vacuità esistenziale di chi non intravede particolari obiettivi evolutivi davanti a sé. In questo video Trent Reznor è in piena addiction e l'atmosfera gotico-dark è solo apparentemente rispondente a un'estetica alla moda: in realtà è molto più sincera e complessa di quanto sembri:



A testimoniare la forza di questo pezzo è poi intervenuto Johnny Cash con una versione altrettanto commovente ma che va a toccare corde differenti, forse meno generazionali e più universali.
Il video - diretto da Mark Romanek, altro grande guru della "musica visiva" - non è per nulla celebrativo del grande artista americano, che qui sembra recitare il suo testamento spirituale.
In realtà lo scorrere delle immagini legate alla sua carriera rimanda a una nostalgia elegiaca che probabilmente ci attanaglierà tutti quando saremo più in là con gli anni e incominceremo a intravedere il traguardo della nostra vita.
Io la prima volta che l'ho visto non sono riuscito a trattenere le lacrime: in quel montaggio di sequenze c'eravamo io e il mio destino. C'era il destino di tutti quanti.


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