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23 ott 2013

"HOPE - L'ultimo segreto del Fuoco" di Cailín Óg


Si chiama Cailín Óg, è nata a Dublino nel 1984, scrive da sempre letteratura per ragazzi e i suoi punti di riferimento tematici e stilistici sono Omero, Jules Verne, Mark Twain, Joseph Conrad, Terry Brooks, Robert L. Stevenson e Angela Carter.
Sconosciuta finora in Italia, Cailín Óg esordisce in questi giorni nelle librerie nostrane con Hope: L’ultimo segreto del Fuoco, un fantasy postmoderno pubblicato da Salani, casa editrice orfana da troppo tempo dell’Harry Potter di J.K. Rowling – di cui ha pubblicato l’intera saga – e alla ricerca di un nuovo titolo di punta per il suo catalogo. Un obiettivo che appare chiaro fin dalla strategia di lancio, che cela, a partire dalla copertina, un segreto.
La scrittrice Cailín Óg, infatti… non esiste. Si tratta di uno pseudonimo in lingua gaelica mutuato dalle opere di Shakespeare e che può essere tradotto come “Giovane Ragazza”. E anche l’anno di nascita della donna, il 1984, rimanda all’omonimo capolavoro distopico di George Orwell.
Ma allora chi si occulta dietro Cailín Óg? Una coppia di scrittori italiani – formata da Cailín Óg Blue e Cailín Óg Red – che, seguendo l’esempio del collettivo Wu Ming, preferisce accreditarsi presso il pubblico con un ricercato nome d’arte.
Una mossa audace, destinata di sicuro a generare clamori, e che, lungi dall’essere una mera forma di superficiale pubblicità, tende a puntare l’attenzione dei lettori sulla sostanza del libro. Perché Hope: L’ultimo segreto del Fuoco (che esce oggi, 24 ottobre, in edizione cartonata, all’interessante prezzo di € 14.90) è davvero un bel romanzo, dalla forma e dal respiro internazionali, intrigante nei contenuti, rapido nella cifra stilistica e agile nei molteplici passaggi narrativi. Un’opera che sa vivacizzare le formule classiche del fantasy infarcendole di rimandi metatestuali, di citazioni pop e di rimodulazioni divertite di tutti gli aspetti della narrativa di massa contemporanea.
Hope: L’ultimo segreto del Fuoco – sottotitolo: “La sola speranza di sopravvivere è sconfiggere gli dèi” – prende le mosse da un assunto che sarebbe piaciuto assai allo scrittore britannico Neil Gaiman: la Terra è stata devastata da una guerra oscura combattuta tra gli esseri umani e le terribili divinità di un pantheon che fonde la mitologia greca con quella scandinava. Inutile dire che sono stati gli uomini ad avere la peggio e che il mondo si è ritrovato catapultato in una specie di medioevo post-apocalittico dove la lotta quotidiana per la sopravvivenza è spietata.
Tuttavia Vorak, il dio della guerra, è inquieto e insoddisfatto. Frustrato per non essere a capo di un regno e bramoso di conquiste, complotta per invadere di nuovo con le sue orde la Terra – che dopo il conflitto ha ritrovato un seppur precario equilibrio – e schiavizzarne la popolazione superstite. Un piano che non può portare avanti se non coinvolgendo altri dèi, come, per esempio, il signore degli inferi Nūbi o l’ingannatore Nyme.
Ma sulla Terra è nata una ragazzina, Hope, che – dopo essere stata adottata e allevata dai membri del clan della città di Kaerlud – sta scoprendo, con un misto di orrore e di inquietudine, di possedere poteri pirocinetici. Una capacità che potrebbe, forse, aver mutuato da Prometeo, colui che osò rubare il fuoco ai celesti per favorire lo sviluppo dell’umanità. È possibile, dunque, che Hope rappresenti una prescelta, un essere nato per fronteggiare la rinnovata minaccia divina?
Ricco di figure, di ambientazioni e di colpi di scena che però non distolgono affatto l’attenzione dal movimento psicologico dei vari personaggi della vicenda, “Hope: L’ultimo segreto del Fuoco” è un prodotto, ascrivibile alla categoria “Young Adults”, che sa giocare con intelligenza coi lettori, fornendo loro, in maniera quasi subliminale, senza mai schiaffarglieli in faccia, molteplici rimandi all’immaginario collettivo contemporaneo.
La protagonista ingloba, fin dal suo aspetto fisico, characters come la principessa Merida del film targato Disney Ribelle – The Brave oppure un’altra Hope, quella che con la sua presenza ha rivoluzionato – in saghe come Secondo Avvento, Cable o Generation Hope – le serie a fumetti dedicate agli X-Men della Marvel Comics. E anche gli antagonisti citano con grande finezza icone della Disney e della Marvel: impossibile, infatti, pensare a Nūbi senza immaginarlo – in base alla descrizione che ne fa Cailín Óg – con le fattezze di Ade, il villain del film d’animazione “Hercules”, così come immediato risulta il collegamento tra Nyme e il dio dei tranelli Loki nella personificazione che ne dà l’attore Tom Hiddleston nelle pellicole Thor e The Avengers.
E gli scenari? Un appassionato di anime e di manga potrebbe immediatamente immaginarseli – in base ai toni mutevoli, ora dark ora più leggeri, della trama – raffigurati dall’estro di un Hayao Miyazaki o di un Katsuhiro Otomo. Ma i fan delle consolle potrebbero riscoprirvi le atmosfere magiche di videogame come “Final Fantasy” o anche Jak and Daxter e Ratchet and Clack. Del resto non è un caso se a Hope: L’ultimo segreto del Fuoco è collegato pure un app-game ufficiale scaricabile all’indirizzo footprintgames.com/hope.
Insomma, il romanzo di Cailín Óg ha tutte le carte in regola per attirare l’attenzione non solo di coloro che si sentono orfani di Harry Potter, ma anche di quel pubblico giovane, curioso e onnivoro alla ricerca di un’alternativa fresca e originale all’ennesimo capitolo della saga di Percy Jackson o ai nuovi lavori di Licia Troisi. Un’alternativa che sappia incantare e appassionare i lettori adolescenti con la sua capacità di osare fino a toccare risvolti “estremi” che ricordano più certi twist drammatici de Il Trono di Spade di George R.R. Martin che l’Eragon di Christopher Paolini o il Dragon Trainer di Cressida Cowell (di cui sono comunque distinguibili degli echi).
Lettori che si riconoscano nelle splendide frasi introduttive del romanzo:

“A tutti i piloti interstellari e i marinai,
Jesse James e i treni da assaltare, i campi di grano, gli X-Wing,
le navi volanti, l’Eternauta, le giacche di pelle nera,
i cowboy col doppio cinturone e la slide guitar.
Ai melograni, i supereroi, le storie, la boxe,
le stelle, la verità, le parole, le corse da bambini.
Attraverso il mare e lo spazio, le nuvole e le alte vie, come Teseo.
Al tuo viaggio, GGG.

“E per chi aspetta il suo tempo.
Per chi non accetta il quieto,
inutile scorrere di cose sempre uguali,
ma sa che il momento verrà.
Per chi ha il coraggio dell’attesa.
Per il silenzio delle parole che non van dette.
Per la rabbia di quelle che vanno pronunciate,
anche quando sono fuoco in un pagliaio.”

Di Hope: L’ultimo segreto del Fuoco Cailín Óg ha già previsto la realizzazione di ben due sequel e di un prequel.

1 commento:

Enrico Teodorani ha detto...

Non fa per me.